venerdì 2 settembre 2011

IL RING DI VIENNA

La Ringstrasse è un anello di viali che circonda il centro di Vienna. Seduti comodamente sul tram della linea D (che lo percorre tutto) ci godiamo le principali attrazioni della città: la Votivkirche, uno dei maggiori luoghi di culto di Vienna; il Neues Rathaus, il Municipio; il Parlamento; il Museodi Storia Naturale; l'Opera di Stato.





VIENNA, QUATTRO PASSI IN CENTRO

A zonzo per la città...

























giovedì 1 settembre 2011

VIENNA PALAZZO DI SCHÖNBRUNN

Uno dei monumenti simbolo della Vienna imperiale. Il castello è stato sede degli Asburgo dal 1730 al 1918. Una volta si trovava in campagna, ma ormai è stato inglobato dalla città e ora si trova a Hietzing, nella periferia ovest di Vienna. Il nome di Schönbrunn gli venne dato dall'Imperatore Mattia che, durante una battuta di caccia in quest'area, vi scoprì una fonte di acqua limpidissima da cui il nome di schön brunn (bella fonte) ed è attorno a questa fonte, secondo la tradizione, che si sarebbe costituito poi il castello intero.

Ci accoglie un sole che spacca le pietre e un vento caldo che neanche nel deserto... ma meno male, perchè attraversare il Grande Parterre per arrivare alla Gloriette sarebbe stata altrimenti un'impresa! Gli spazi sono immensi e grandiosi, non si riesce ad abbracciare con lo sguardo tutto il palazzo. Nonostante lo Scönbrunn comunichi l'austerità di cui erano famosi gli Asburgo, il luogo mette pace e serenità. Troviamo refrigerio negli splendidi giardini del parco circostante e nei roseti, luoghi delle passeggiate dell'Imperatore Francesco Giuseppe. Ho la sensazione di toccare con mano un pezzo di storia: visitiamo le stanze imperiali dove trascorrevano le loro giornate la Principessa Sissi e il marito, gli appartamenti dell'Imperatrice Maria Teresa (la mamma della più nota Maria Antonietta), la stanza dove per la prima volta Mozart si esibì, all'età di sei anni e ho l'impressione di intrufolarmi nella vita privata dei membri di una delle casate più potenti d'Europa. Dalla Gloriette si gode un panorama stupendo di Vienna e la salita ne è valsa proprio la pena! Mentre stiamo andando via, ci viene incontro uno scoiattolo, per nulla spaventato dalla nostra presenza, anzi, gli diamo anche da mangiare! Da romantica, mi piace pensare che gli animali siano abituati alla presenza dell'uomo grazie alla Principessa Sissi che passeggiava nei giardini chiacchierando con le sue dame di compagnia...















VIENNA E IL QUARTIERE HUNDERTWASSERHAUS

Proseguiamo la nostra visita con l'eclettico complesso residenziale dell'architetto austriaco Friedensreich Hundertwasser, il cui motto era "La linea retta è senza Dio".

Non sembra nemmeno di essere a Vienna. Tutti quegli edifici curvi e colorati ricordano Gaudì a Barcellona e l'effetto è straniante: infatti la sensazione è quella di essere in una città del Mediterraneo, e invece siamo nel cuore del regno Asburgico!















VIENNA

Una delle città più romantiche al mondo...cominciamo il viaggio dalla vista a 360° della città che si gode dalla torre Donauturm nel Donaupark a 150 metri d'altezza.



venerdì 27 maggio 2011

TORTA SALATA AGLI SPINACI

Si, lo so, la foto non è delle migliori. Non è la classica foto patinata che trovate nei food blog, ma vi assicuro che il risultato è ottimo e spero invitante!
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
300 g di spinaci surgelati
2 mozzarelle
2 uova
1 bicchiere di latte
parmigiano q.b.

Sbollentate gli spinaci in acqua salata per qualche minuto. Scolate e lasciate raffreddare.

Nel frattempo tagliate a dadini la mozzarella. Quando gli spinaci si sono freddati, unite la mozzarella, le uova, il latte e parmigiano a piacimento.

Stendete la pasta sfoglia in una teglia rotonda, fate dei buchi con la forchetta, versate il composto nella teglia. Ripiegate la pasta in eccesso in modo da formare il bordo, infornare a 180° per 40-45 min circa.

Servire tiepida.

Buon appetito!

mercoledì 25 maggio 2011

PLEASANTVILLE

David è un appassionato della soap “Pleasantville”, ambientata negli anni Cinquanta. Grazie ad uno strano telecomando viene catapultato insieme a sua sorella nella cittadina della sitcom, dove non piove mai, il termometro è fisso sui 24°, le strade terminano con il loro inizio, i pompieri non conoscono il fuoco e si preoccupano solo di salvare i gatti incapaci di scendere dagli alberi, le persone non sanno cosa sia il sesso e pensano che il mondo inizi e finisca lì, a Pleasantville. L’arrivo dei due ragazzi in questo mondo ovattato e apparentemente perfetto ha l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno: al laghetto degli innamorati si comincia a baciare davvero, i libri si riempiono di parole, le emozioni sopite e mai provate prendono il sopravvento, gli alberi bruciano di passione e il colore dilaga, dando vita all’esistenza perfetta ma banale e scontata dei personaggi.
Tobey Maguire è perfetto nella parte di David, ragazzo romantico, timido e sognatore, ma sotto il quale si nasconde un “rivoluzionario” (e non a caso la sua faccia da bravo ragazzo insospettabile lo ha portato al ruolo di un super eroe nei film successivi). Reese Witherspoon è l’incarnazione perfetta della adolescente americana un po’ ribelle e superficiale (più per piacere agli altri) ma che alla fine si ravvede scoprendosi stufa del suo ruolo e trovando valore e bellezza nello studio. Bravissima Joan Allen, casalinga disperata che trova l’amore nel barista Jeff Daniels che scopre che cuocere sulla piastra hamburger non è la sua aspirazione, ma creare opere d'arte a colori è la sua vera missione.
Il tema è noto ed è già stato affrontato in altri film, come “The Truman show”, “La donna perfetta”, “Revolutionary Road” e “Farenheit 451”. C’è l’ipocrisia perbenista degli anni Cinquanta, che vive di buone maniere ma che sotto la superficie nasconde ben altro; c’è l’utopia di voler costruire un mondo perfetto immune da brutture e violenza; c’è l’idea che rimanere al sicuro nel proprio guscio ci protegga dal male; c’è la convinzione che tutto quello che è diverso e altro da noi e dal nostro mondo sia negativo perché destabilizzante; c’è il concetto che è meglio accontentarsi e vivere nell’ignoranza e nel torpore piuttosto che affrontare le proprie paure e i propri sogni.
Ma la perfezione esiste solo sulla carta. C’è il rovescio della medaglia: in un mondo perfetto mancano le emozioni, i sentimenti, la voglia di vivere e scoprire cose nuove e diverse, la voglia di cambiare. La morale è sempre quella: non si può impedire alla vita di scorrere su binari diversi e di rompere gli argini. Ma soprattutto è nella diversità e varietà di idee, di colori, di pensieri, persino nei contrasti che si può trovare uno scopo alla nostra esistenza.